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24.03.2006
ultimo
PUBBLICO VOLENTIERI QUESTO ARTICOLO
Che traccia la sintesi dellantiberlusconismo in Italia.
Proprio per sottolineare come la maggior parte delle volte, alcune avanguardie siano destinate a fare la fame.
Nel mio caso, per esempio, cominciai a pubblicare gli IPSE DIXIT del Cavaliere fin dalla sua discesa in campo, finche il direttore di Qui-Italia non mi cancello.
Continuai con geocity (i blog ancora non esistevano) finche un editore che va per la minore pubblico la prima raccolta, umiliandomi in ogni modo, mettendo le sue preziosissme mani nel mio lavoro fino a farlo diventare una merduccia, e altro.
Continuai imperterrito su http://guide.supereva.it/satira finche la settimana scorsa ho gettato la spugna. Ora apprendo che con lantiberlusconismo si farebbero pure i dane.
Beati loro

COME SI VIVE E BENE PARLANDO MALE DI BERLUSCONI (LIBRI, FILM, COMICI) DOPO IL 9 APRILE: COME SOPRAVIVERE E MALE SENZA IL PUZZONE DI ARCORE RICOLFI: LANTIBERLUSCONISMO? E STATO UN DISASTRO - TRAVAGLIO STAMPA
Centomila copie di Quando cera Silvio bruciate in meno di due settimane, per la gioia di Enrico Deaglio. Trecentomila dvd di Viva Zapatero!, firmato Sabina Guzzanti, venduti in un mese. Il record del milione di copie per lopera omnia di Marco Travaglio. E ora una vera esplosione antiberlusconiana in 360 sale per Il caimano, atteso film di Nanni Moretti in programmazione da venerdì 24 marzo.
Numeri «de paura», direbbe senzaltro, nel salotto tv di Serena Dandini, il gerarca allamatriciana di Corrado Guzzanti. Ma non è uno sketch: anche questa è campagna elettorale. E lopposizione al premier è non solo il leitmotiv politico, ma anche il business del momento.
«Berlusconi? Mi piacerebbe non occuparmene più ma è inevitabile» dice a Panorama Enrico Deaglio, direttore del settimanale Diario. Ma proprio grazie al suo Quando cera Silvio, documentario in dvd consacrato al successo, ironia del destino, da Berlusconi medesimo («Parla molto male di me»), Deaglio è condannato a insistere. E addirittura ha già cominciato a girare il sequel: La caduta di Berlusconi.
Titolo del tutto provvisorio, che la dice lunga sullo stato danimo del popolo antiberlusconiano, da tempo in campo. In libreria, con Le mille balle blu di Marco Travaglio e Peter Gomez (Bur) e Citizen Berlusconi di Alexander Stille (Garzanti). A teatro, dove il senatore-scrittore Nando Dalla Chiesa si esibisce in Vota Silviolo. Nei centri sociali come il Leoncavallo di Milano, dove il 31 marzo debutta Chi ha ucciso Berlusconi? con il Teatro del Battito. In tv, col documentario Laffaire Mondadori di Mosco Boucault che andrà in onda sulla rete franco-tedesca Artè, il 4 aprile.
Per non parlare del prossimo Festival di Cannes: accanto a Moretti probabilmente in concorso, una coppia di trentenni esordienti (Berardo Carboni il regista, Antonio Morcone il produttore) spera di arrivare sul tappeto rosso portando sulla Croisette Shooting Silvio, opera prima, autoprodotta grazie a feste militanti e vendita di gadget antiberlusconiani (15 mila euro raccolti). Carboni tenta di mettere a fuoco Berlusconi «come un dato oggettivo della vita di questi anni». È antiberlusconiano, certo, ma non fa mistero della voglia di far centro anche sul mercato: «Le elezioni? Indubbiamente aiutano a lanciare un film come questo ma possono anche bruciarlo, condannandolo ad una nicchia esclusivamente legata al voto» si preoccupa. «Ma di antiberlusconismo vorremmo vivere, non morire».
La produzione anti Silvio è ormai sterminata. Il pubblico ha garantito a Viva Zapatero! 2 milioni di euro in sala; alimenta su Raitre audience da 3,5 milioni di spettatori per Ballarò, 2,5 milioni per Serena Dandini in prima serata (Parla con me), 4 milioni per Fabio Fazio (e Che tempo che fa è piaciuto anche a Moretti: lha scelto per il lancio del suo film). Ha sbancato lAuditel di Raiuno quando Roberto Benigni è apparso al fianco di Adriano Celentano a Rockpolitik: oltre 15,5 milioni, come a Sanremo.
Funzionano i documentari contro, i dvd, i film, la tv, gli spettacoli teatrali. E i libri: decine di titoli negli scaffali: sui banconi delle 100 librerie Feltrinelli, su 101 titoli proposti in una sorta di «pacchetto elezioni» ben 32 sono dedicati al premier.
«Silvio Berlusconi ha fatto guadagnare anche i suoi nemici» ammette Giuseppe Caruso, trentenne autore di Chi ha ucciso Berlusconi?, da cui è stato tratto lo spettacolo del Leoncavallo. Uscito nel marzo scorso da Ponte alle Grazie, ha venduto oltre 15 mila copie. Risultato: «Forse Berlusconi non avrà realizzato il milione e mezzo dei posti di lavoro che aveva promesso; ma almeno uno, a me, lha trovato».
È un paradosso, ma proprio lavversario politico numero uno della sinistra è diventato la principale fonte di ispirazione, e di guadagno, per decine di vignettisti, giornalisti, comici, editori, scrittori, librai. Con una battuta cinematografica si potrebbe ormai dire che per tutti è «il miglior nemico». E in effetti in molti, tra i militanti, con la voglia di fare opposizione hanno avuto anche buon fiuto.
«Il mercato potenziale in effetti è vastissimo: il 50 per cento degli italiani che non vota per Berlusconi» calcola leditore Alessandro Dalai, che ha pubblicato il querelatissimo («In primo grado il giudice ci ha però riconosciuto il diritto di critica») Toghe rosse di Elio Veltri. Conferma Oliviero Ponte Di Pino, direttore editoriale della Garzanti (gruppo Gems), che pubblica Marco Travaglio, Alexander Stille e Ultimi versi di Giovanni Raboni: «I titoli su Berlusconi si vendono come panini. Cè un pubblico che non è soddisfatto dellinformazione televisiva e giornalistica che passa il convento, gli editori indipendenti si sono attrezzati per soddisfarlo».
Il cinema. Un titolo per tutti: ovviamente Il caimano di Nanni Moretti, in sala da venerdì 24 marzo con 360 copie distribuite dalla Sacher, con lamichevole supporto della Mikado di Roberto Cicutto e, soprattutto, allinsegna di un mistero che neanche lunica anteprima di giovedì 23, senza conferenza stampa né attori, ha sciolto del tutto. Nanni Moretti tace, mai tanto vanamente inseguito come questa volta anche dai giornalisti stranieri che hanno chiesto lumi anche da Grecia e Gran Bretagna.
Sarà, comunque, una vera esplosione anti Silvio. Che scandirà al cinema la fase più rovente della campagna antiberlusconiana, in attesa di un exploit sulla Croisette. Dimenticato invece dalla distribuzione italiana Bye bye, Berlusconi, presentato a Berlino e scritto dallesordiente tedesco Jan Henrik Stahlberg insieme allitaliana Lucia Chiarla.
Gli editori. Garzanti, Rizzoli, Dalai, Editori Riuniti, Laterza, Feltrinelli, Il Mulino, Kaos edizioni, Palomar, Listen!, Nutrimenti: tutti hanno in catalogo decine di titoli su e soprattutto contro Silvio Berlusconi. «La nostra non è una scelta politica, ma editoriale» sostiene Lorenzo Fazio, direttore editoriale della Bur, luomo che ha portato Travaglio nei supermercati e ha ideato la collana dei dvd «Senzafiltro», da Viva Zapatero! a La mafia è bianca, un altro successo. «Offriamo qualcosa di cui il pubblico sente la mancanza perché in tv o sui giornali non trova spazio».
Sono centinaia di migliaia di copie allanno, e non solo in Italia. Un editore di Pechino, Zhang Lin, ha appena acquistato dalla Garzanti i diritti dellantica biografia del premier Il venditore, di Giuseppe Fiori. La casa editrice tedesca Beck ha commissionato Citizen Berlusconi a Stille, negli Usa lo pubblicherà la Penguin. E questa casa editrice ha chiesto al corrispondente italiano dellEconomist, David Lane, di scrivere Lombra del potere, mentre la Faber & Faber ha voluto Il cuore nero dItalia di Tobias Jones, uscito in Italia con la Rizzoli.
Le vendite? Citizen Berlusconi, del «fantastico Alexander Stille» (Giuliano Ferrara ironicamente dixit), 15 mila copie in una settimana. Superberlusconate, raccolta di detti e contraddetti del premier (Nutrimenti), 10 mila copie, che vanno ad aggiungersi alle 35 mila del primo Berlusconate. Vota Silvicolo, di Nando Dalla Chiesa (Melampo), 16 mila copie in meno di un mese. Il libro nero del governo Berlusconi, 10 mila.
Impossibile stimare le vendite complessive dei vari titoli, da Tribù spa di Gianantonio Stella (Feltrinelli) a Tempo scaduto di Luca Ricolfi (Il Mulino). Sospira però Andrea Palombi, direttore editoriale della Nutrimenti: «Il mercato è ormai così inflazionato che abbiamo preferito rinunciare ai nuovi titoli già in programma».
Gli autori. Nando Dalla Chiesa, Gianni Barbacetto, Mario Guarino, Giovanni Ruggieri, Peter Gomez e ovviamente Marco Travaglio: sono questi i protagonisti di prima fila dellantiberlusconismo editoriale, dunque i più richiesti ai dibattiti in giro per lItalia. «Campiamo tutti grazie a Berlusconi, ma Berlusconi è anche la nostra condanna. Se dovessi accettare tutti gli inviti ai dibattiti che ricevo, sarei perennemente in tournèe» racconta Gianni Barbacetto, giornalista di Diario e autore di B. Tutte le carte del presidente (Saggiatore). In tournée politico-teatrale è da poco Dalla Chiesa: lex senatore della Margherita, che ha già scritto sul premier tre libri, propone una strepitosa imitazione del premier: «Sul palcoscenico sono arrivato per necessità» precisa Dalla Chiesa. «Abbiamo dovuto inventarci alternative alla mancanza di visibilità in tv».
In concorrenza ai comici? AllAmbra Jovinelli, diretto da Serena Dandini, è una sfilata di attori, comici e non, da Antonio Albanese a Neri Marcorè, da Lella Costa ad Ascanio Celestini, da Paolo Rossi a Paola Cortellesi. Certo, qualcuno forse ha cominciato ad abbassare i toni della militanza. Ma per un Paolo Rossi che cambia stile, proprio allAmbra un giornalista rivela talento comico: il 20 marzo, presentando lultimo libro con Sabina Guzzanti, Travaglio ha strappato risate al teatro strapieno.
Ecco: è lui il vero fenomeno dellantiberlusconismo mediatico. Perennemente in classifica, per la gioia dei suoi editori, sta festeggiando in questi giorni il milione di copie vendute: 350 mila con Lodore dei soldi (Editori Riuniti), 250 mila con Regime (Rizzoli), Bananas e Berluscomiche (Garzanti) sono sulle 70 mila. «Eppure» si stupisce «è roba che se ti cade su un piede te lo distrugge». Ma quanti lo conoscevano, Travaglio, prima del cortocircuito mediatico che lo portò a presentare lantiberlusconiano Lodore dei soldi in tv, a Satyricon, da Daniele Luttazzi? Oggi sforna due-tre libri lanno.
E che farà mai se resterà orfano di Berlusconi? «Non credo che con la caduta di Silvio sboccerà una radiosa stagione di libertà per linformazione italiana» risponde, pessimista. «Mi occuperò degli altri, il lavoro non mi mancherà di certo».
La satira. «Sto già cominciando a scaldarmi per il dopoelezioni. Su Prodi, naturalmente». Riccardo Marassi, vignettista del Mattino e del Messaggero, è uno di quelli che su Berlusconi campano da anni. Come Vauro sul Manifesto, Sergio Staino e Danilo Maramotti sullUnità, Ellekappa sulla Repubblica, Riccardo Giannelli per il Corriere, Francesco Altan per lEspresso. E tutti insieme per Linus, 20 mila copie, storica testata del fumetto italiano che proprio a Berlusconi ha dedicato le ultime tre copertine. Cè da stupirsi che per qualcuno, ormai, il premier sia diventato unossessione?
Maramotti si confessa allo stremo: Berlusconi è il suo core business da 5 anni, il 75 per cento della sua produzione, circa 280-300 vignette lanno. «Lo disegno dal 1994, sono stremato. Ci sono giorni in cui mi impongo, che so?, di fare una vignetta su Francesco Rutelli. Su Carlo Giovanardi. Ma Berlusconi dice o fa sempre qualcosa di imprescindibile. Sogno il momento in cui mi lascerà orfano». E disoccupato.
Laura Delli Colli e Laura Maragnani per Panorama

13.03.2006
13/3
LE ULTIME BARZE SU BERLUSCONI
LE HO TROVATE QUI:
www.malatempora.com
E HO DECISO DI METTERLE ON LINE INSIEME CON LE ULTIME SPARATE DEL NOSTRO ESIMIO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO.
POICHE SIETE ADULTI E INTELLIGENTI, SONO CERTO CHE SAPRETE DISTINGUERE DA SOLI TRA I VARI TIPI DI BARZELLETTE:
In una villa di Arcore: - Silvio, cè un sacerdote alla porta; chiede qualcosa per la costruzione di una piscina per i bambini del quartiere. - Dàgli due secchi dacqua.
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Il nostro compito è quello di convincere tutti i paesi democratici a seguire lAmerica nella diffusione della libertà, che è lunico modo per avere il benessere
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Le lettere damore che Berlusconi scriveva alla sua fidanzata: Mia adorata Veronica, ti amo più di quanto le parole possano dire. Per te scalerei le vette più alte del mondo, attraverserei i deserti più desolati e le lande più fredde del Polo Nord. Ti amo. P.S. Vengo a trovarti domenica, se non piove.
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la battaglia per la democrazia sarà vinta solo se trasformiamo il mondo in una tra straordinaria America
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La segreteria di Berlusconi: "Cavaliere: per fare un po di spazio, posso bruciare le pratiche vecchie?" "Splendida idea, ma prima ne faccia una fotocopia."
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http://img106.imageshack.us/img106/1066/berlu35fn.jpg
Berlusconi? Perfino Gandhi gli avrebbe dato una bastonata in testa!
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Pronto, Polizia? Sono Berlusconi. Vorrei denunciare un furto. Poco fa sono salito in auto, ed ho visto che mi hanno rubato il cruscotto, il volante, la leva del cambio e tutti e tre i pedali!
(Dopo dieci minuti...)
- Pronto, Polizia? Sono quello di prima. Lasciate stare. Per sbaglio mi ero seduto sul sedile posteriore...
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il nostro dovere è stare insieme allAmerica per portare avanti la guerra per la nostra libertà
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Berlusconi è in visita al Vaticano. Ad un tratto chiede ad uno dei suoi segretari: Come si chiama quel soffitto? La Cappella Sistina.
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Nel corso della trasmissione l'Annunziata chiede conto a Berlusconi delle critiche di Confindustria allazione di governo chiedendo al premier se non le considerasse un segnale del fallimento della sua esperienza di governo. Berlusconi la prende alla lontana, e comincia a marcare le differenze tra il suo governo e quello precedente. La Annunziata vuole una risposta più precisa alla sua domanda e prova a interrompere il premier che non ci sta: «Lei ora mi fa la cortesia di farmi rispondere, altrimenti mi alzo e me ne vado»
Il presidente del Consiglio apostrofa Annunziata come «una persona violenta»: «Lei è una violenta e sta cercando di non farmi dire delle cose». Immediata la replica della giornalista che così risponde al premier: «Lei sta approfittando della mia buona educazione...»,
«Lei ha dei pregiudizi nei miei confronti, per questo vado via. Dovrebbe provare un po' di vergogna... E poi dicono che la Rai è controllata da me».
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In una villa di Arcore: "Cara, neppure stasera hai portato fuori il cane ..." .Lei, respirando profondamente prima di rispondere: "Ma, Silvio ... lo sai ... il cane è morto da una settimana ...". "Beh, motivo in più per farlo ..."
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Il segretario di Berlusconi prende appunti mentre Silvio gli detta una lettera: "È ormai sicuro... virgola... per vari motivi e varie complicazioni... virgola... che dovremo fare una conferenza dei capipartito del Polo punto... si terrà la notte fra il 15 e il 16..." "Mi scusi Cavaliere," - lo interrompe il segretario. - "La notte tra il 15 e quando?"
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Le cose più incredibili da raccontare ad un amico che si sveglia oggi dal coma dopo venti anni:
Il presidente degli Stati Uniti è ancora Bush, ma anche questa sarebbe una lunga storia.
Bologna batte New York, nessun altro ha le Due Torri.
Oh, scusa, devo rispondere a un SMS.
Adesso ti parlo del Chievo...
Non chiedermi come è stato possibile, ma sì: è così, è proprio lui il nostro Presidente del Consiglio.
Tu eri laureato in diritto penale vero? Con una tesi sulle rogatorie per i reati di falso in bilancio mmm non credo ti servirà molto.
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Badget Bozzo, il medico personale del Cavaliere e Berlusconi stanno giocando a golf preceduti da un altro gruppo di giocatori particolarmente lento. Berlusconi, parecchio innervosito, esclama : "Ma cosa fanno quei morti di sonno? Sarà un quarto d'ora che aspettiamo!" Il medico allora: "Non so, non ho mai visto una tale inettitudine." Allora il prete, anche lui spazientito, chiama il giardiniere: "Ehi! Cosa stanno facendo quei ragazzi davanti a noi? Sono un poco lenti, non le pare?" Il giardiniere risponde: "Oh certo, padre, è un gruppo di pompieri ciechi. Hanno perso la vista salvando la sede del nostro circolo del golf durante l'incendio dell'anno scorso. Per questo li facciamo giocare gratis quando vogliono". Badget Bozzo, commosso, dice: "È così triste. Penso proprio che dirò una preghiera speciale per loro questa sera." Anche il medico rimane colpito: "Buone idea. E io vado dal mio collega oculista e gli chiedo se può fare qualcosa per loro". Al che Berlusconi sbotta: "Ma perché invece non giocano di notte?"
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Un dirigente della filiale inglese di Mediaset, Martin Hoyle, 45 anni, è stato arrestato dalla polizia di Londra dopo che una coppia che transitava in moto lo aveva notato mentre si faceva sodomizzare dal suo cane sul bordo della strada.La coppia si era fermata per aiutarlo perché credevano che fosse aggredito dall'animale, ma quando si erano avvicinati si erano subito accorti che aveva i pantaloni abbassati e che il cane lo stava montando da dietro. Il dirigente Mediaset è stato condannato a 12 mesi di reclusione per atti osceni in luogo pubblico. Il giudice che lo ha condannato ha commentato: "Mai prima mi è capitato di avere a che fare con qualcuno che volontariamente abbia permesso ad un cane di sodomizzarlo, oltretutto in una strada pubblica. Francamente è oltre la nostra comprensione. Ed è una cosa assolutamente disgustosa". L'amante degli animali ha dichiarato agli agenti di polizia che lo arrestavano: "Non ci posso fare niente se piaccio al cane. Cerca sempre di violentarmi." Ed una volta al commissariato ha aggiunto: È il cane che mi ha abbassato i pantaloni".
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Il premier ha anche detto all'Annunziata di temere brogli elettorali da parte della sinitra: «Io temo che ci possano essere dei brogli elettorali, perché rientrano nella professionalità e nella storia della sinistra». «In che senso teme brogli?» chiede la conduttrice. «Qualcuno di loro - replica il Cavaliere - si vantò nel '96 di aver sottratto a Forza Italia un milione e 705 mila voti».
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Sullaereo privato di Berlusconi, il microfono per le comunicazioni interne viene dimenticato aperto per errore, e così i passeggeri hanno la possibilità di sentire il pilota confidare al secondo pilota: Mi prendo una tazza di caffè e poi mi faccio la hostess". La hostess è all'altra estremità dell'aereo, arrossisce e si precipita verso la cabina, per avvisare l'equipaggio che il microfono è accesso. Nella fretta inciampa e cade. Berlusconi si volta verso di lei e dice: " Non ce la fai ad aspettare, cara? Lascialo almeno bere il caffè, prima!".
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http://img156.imageshack.us/img156/1503/berlu43bw.jpg
Due manager Mediaset discutono di come scegliere la segretaria e uno dei due dice di avere un metodo speciale tutto suo, consigliatogli dal Cavaliere:
"Io ricevo le aspiranti segretarie in ufficio e faccio trovare per terra un biglietto da 100 euro; poi con una scusa mi allontano e osservo quello che succede. La loro reazione è molto istruttiva." Dopo qualche tempo si rincontrano e il primo chiede: "Allora: come è andata la scelta della segretaria?". "Ho fatto come consiglia Silvio: la prima ha raccolto il biglietto e l'ha messo velocemente nella sua borsetta. La seconda l'ha raccolto e me lo ha consegnato. La terza ha fatto come se niente fosse." "E quale hai scelto?". "Quella con le tette più grosse."
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- Che differenza cè tra un romanista e Berlusconi? - Nessuna: se vincono, vincono loro; quando perdono è colpa dei giudici...
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Berlusconi non sa mai se è meglio tacere e passare da imbecille, o parlare e provarlo.
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«Da presidente del Consiglio giuro che lascio la politica se dimostrano le accuse nei miei confronti» sui soldi che sono stati dati all'avvocato inglese, David Mills. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi nel corso di un comizio a Pescara a proposito del rinvio a giudizio per il caso Mediaset. «Giuro sulla testa dei miei figli di non aver mai saputo niente di questo ed escludo che possa essere successo, e giuro da presidente del Consiglio, dicendo che vado a casa un minuto dopo e esco dalla politica se dovesse venire fuori un documento di versamento, una dimostrazione di una donazione di 600 mila dollari a questo signor Mills»
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La debolezza del bulbo capillare, e la continua caduta dei capelli, affligge non solo Silvio, ma tutta la sua famiglia. Marina è rimasta con solo tre capelli. Va da Veronica e dice: - Mamma, mi fai la treccia? La mamma prende a intrecciare i tre capelli, ma se ne stacca uno. - Oh cara, - dice la mamma, - se nè staccato uno. - Non importa, - dice Marina, - fammi i codini. Veronica comincia a fare i codini, ma si stacca un altro capello. - Oh cara, - dice, - se nè staccato un altro. - Non importa - dice la bimba, - lasciameli sciolti.
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Berlusconi insegue il camion della nettezza urbana gridando:
"Sono in ritardo per l'immondizia?"
E l'autista: "No, salta dentro."
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«Sarò ancora primo ministro nella prossima legislatura». «Sarebbe una pura follia mandare a casa una squadra di Governo che ha imparato a conoscere così bene l'azienda Italia per cinque lunghi anni - prosegue -. Il nostro governo ha un'esperienza come nessun altro ha della macchina dello Stato e una squadra che se arrivasse ex novo dovrebbe ripartire da zero». Per questo, ha aggiunto il premier, la vittoria del centrosinistra dimostrerebbe «una volontà masochista che veramente i cittadini italiani non possono avere».
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Berlusconi è in autostrada, quando decide di fermarmi all'autogrill per andare alla toilette. Il primo bagno è occupato, quindi entra nel secondo. Appena si è seduto sulla tazza, sente una voce proveniente dall'altro bagno: - Ciao, come va? Silvio non è propenso a fraternizzare nei bagni, ma non si sa che gli prende e alla fine risponde: - Così.. si tira avanti... E l'altro: - E cosa fai di bello? Il Cavaliere comincia a trovare la situazione un po' bizzarra e gli dice: - Beh, quel che fai tu... sto facendo la cacca... A quel punto il tipo irritatissimo: - Senti, ti richiamo sul cellulare più tardi, c'è un coglione qui a fianco che risponde a tutte le mie domande!
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Come cominciare bene la giornata:
1. accendere il computer e creare un file qualsiasi
2. chiamarlo "Berlusconi"
3. buttarlo nel cestino
4. cliccare su "svuota il cestino"
Compare la schermata di "conferma eliminazione file" che chiede:
ELIMINARE "BERLUSCONI" ?
E uno può finalmente rispondere: SI
Non serve a niente ma fa iniziare bene la giornata.
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Nel 2003 lo scudetto lo ha vinto la Juve, onorando con il suo impegno la scomparsa di Gianni Agnelli. Speriamo che l'anno prossimo lo vinca il Milan...
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Scherza anche sull'interim alla Salute assunto dopo le dimissioni di Storace. «Da sabato sono anche ministro della Salute e quindi ho una grande responsabilita - ha detto il presidente del Consiglio -. Se qualcuno ha bisogno di consigli, conosco benissimo l'aspirina». «Sono a vostra disposizione gratuitamente» ha concluso Berlusconi.
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"Il governo nazionale nell'arco di quattro anni spazzerà la miseria dei contadini. Nell'arco di quattro anni spazzerà la disoccupazione. A questo colossale compito di risanamento della nostra economia, il governo nazionale unirà l'attuazione di un piano di risanamento dello Stato, delle regioni, dei comuni. In tal modo l'assetto federativo dello Stato diverrà vigorosa e solida realtà. I partiti marxisti e fiancheggiatori del marxismo hanno avuto 14 anni a disposizione per dimostrare la propria capacità. Il risultato è un campo di rovine. Concedete a noi quattro anni e poi giudicherete". Dal Contratto di Hitler col popolo tedesco, 1933.
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Risposta di Daniele Luttazzi alla domanda: "Come mai le sue proposte di format concorrenziali a Striscia vengono rifiutate dalla Rai?": "Me l'ha spiegato un dirigente: perché io non saprei rispettare i cinque tabù, le cinque cose su cui in Rai non si può ironizzare: la religione, il capo dello stato, le razze diverse, gli handicap fisici e l'omosessualità. L'ho ringraziato. Se tornerò in tv, la prima battuta che dirò sarà: «Cristo di un Dio, dice Ciampi, quello zoppo d'un negro è una checca!»".
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Il ministro dellEconomia Giulio Tremonti telefona al premier, Silvio Berlusconi: - Pvesidente sto facendo un puzzle... pevò non viesco nemmeno a iniziave... ogni pezzo assomiglia allaltvo, uffa!!! - Hai forse un modello? - risponde il Berlusca - Come è fatto questo puzzle? - Cevto, sulla scatola cè un gallo, un gallo rosso... ma non ci viesco pvopvio! - Va bene caro Giulio, non prendertela, ora vengo da te e proviamo a farlo assieme... Dopo un po i due si trovano, Berlusconi guarda la scatola e... SILENZIO... poi dice: - Giulio, va bene, non ti affaticare più. Adesso rimettiamo nella scatola tutti i corn flakes e non ci pensiamo più...
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Primo giorno di scuola negli USA, la maestra presenta Susuki (figlio di un dirigente giapponese) ai ragazzi della superiore.
La maestra dice: "Incominciamo con un po di storia americana; chi disse: Datemi la libertà o datemi la morte?"
Tutta la classe rimane zitta tranne Susuki:
"Lo disse Patrick Henry nel 1775 a Philadelphia".
"Molto bene! Chi disse: Il governo è il popolo, il popolo non deve scomparire nel nulla?"
Di nuovo nessuna risposta tranne Susuki:
"Abraham Lincoln, 1863 a Washington".
La maestra stupita dice:
"Ragazzi, vi dovreste vergognare, Susuki è nuovo nel nostro paese ma sa molto più di storia di tutti voi!"
Poi sente a voce molto bassa:
"Vaffanculo 'sti maledetti giapponesi!"
"Chi ha detto questo?" Chiede la maestra.
Di nuovo Susuki alza la mano e dice:
"General McArthur, 1942 alla battaglia di Guadalcanal e Lee Jacocca, 1982 nella sede della General Motors a Detroit".
La classe di nuovo muta, uno dei ragazzi riesce a dire:
"Mi viene voglia di vomitare!"
La maestra prova a vedere chi è stato. "Adesso basta! Chi ha detto questo??"
Susuki: "George Bush padre al Primo Ministro giapponese, 1991 nella Residenza Imperiale di Tokyo".
Uno degli alunni scazzato: "Succhia qui!!"
Susuki quasi in piedi sulla sua sedia:
"Bill Clinton a Monica Lewinsky, 1997 nello studio ovale della Casa Bianca!!!"
Tutta la classe in uno stato di isterismo. La maestra sviene. Uno di loro urla:
"Cazzo! Non ho mai visto un casino simile!!"
Susuki: "Silvio Berlusconi, ottobre 2002 nella sua villa di Arcore dopo aver visto i conti di quel coglione di Tremonti".
***
Quandera ancora bambina, Marina e una amichetta si misero a costruire un pupazzo di neve in giardino. Lamichetta dice: - E quasi finito. Vado in cucina a prendere una carota. E Marina: - Prendine due, che gli facciamo anche il naso.
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http://img156.imageshack.us/img156/5204/berlu58ur.jpg
Certo, l'attitudine alla polemica non deve mai far venir meno una qual certa cavalleria, così che i modi non siano mai così rozzi da gettare una cattiva luce anche sulle migliori ragioni.
Certo, soprattutto in un periodo così acido e arroventato, la responsabilità di chi scrive è particolarmente alta, ed è gravemente sbagliato gettare benzina sul fuoco.
Ciononostante, sono assolutamente sicuro che l'idea di intitolare alla mamma di Berlusconi un nuovo club di Forza Italia, sia una delle più spaventose cacate degli ultimi cento anni.
(L'amaca di Michele Serra. Repubblica del 07.06.2002)
Potete trovare il libro "Barzellette sul Cavalier Berlusconi", edizioni Malatempora, nelle migliori librerie. Se non riuscite ad averlo, potete rivolgervi direttamente a Malatempora, telefonando allo 06 68804321 o scrivendo a: Malatempora, Vicolo della Penitenza 24, 00165 Roma, o mandando una email con la richiesta a malatempora@libero.it . Malatempora spedisce il libro gratis - cioè senza aggiungerci le spese postali - e lo sconta del 20%. Il catalogo di tutta la produzione di Malatempora si trova su: www.malatempora.com
Martedì si farà il primo confronto tv tra Silvio Berlusconi e Romano Prodi, e se il premier ha deciso di accettare il faccia a faccia, rinunciando alla conferenza stampa finale voluta dalla sua maggioranza in Parlamento, è sicuramente un tentativo per recuperare lo svantaggio.
In questi anni il premier mi ha accusato di tante cose, ma su una sono d'accordo: ammetto la mia faziosità. Una volta sentii dire: «All'ombra del campanile non si trema». Credo anch'io che Silvio Berlusconi debba andare a casa per il bene del Paese e per una destra sana.
ENZO BIAGI Corriere della Sera 12 marzo 2006
BENE, DOPO DIECI ANNI DI ONORATO SERVIZIO, SMETTO DI AGGIORNARE I MIEI BLOG CON LE MINCHIATE DEL CAVALIERE PER 43 RISPETTABILISSIME RAGIONI:
LA PRIMA: SONO STATO IL PRIMO, E LHO FATTO QUANDO ERA UN ATTO DI CORAGGIO, MA ORA SIAMO FRANCAMENTE IN TROPPI;
LA SECONDA: DOPO IL 9 APRILE, OCCORRERA ISTRUIRE UN DOSSIER SU PRODI E SE RIVINCE BERLUSCONI, RIPORTARE LE SUE FRASI SAREBBE COME TENERGLI IL SACCO;
LA TERZA: FRANCAMENTE HA ROTTO I COGLIONI. E QUANDO UNO HA ROTTO I COGLIONI, LE ALTRE QUARANTA RAGIONI PER SMETTERE NON CONTANO PIU NULLA.
ADDIO.
ALDO VINCENT
LEX GELATAIO DI CORFU
08.03.2006
8/3
''Il presidente del Consiglio si inventa un nemico al giorno, al fine di poter distogliere l'attenzione degli italiani dai problemi veri. Non bisogna dargli retta, ma andare avanti con le proposte di programma''. Lo ha detto a Montecitorio il presidente dei deputati dei Ds, Luciano Violante, in merito alle critiche del premier Silvio Berlusconi al presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo.

PRODI:
«Votare Berlusconi significa riavere Berlusconi. È la più grave minaccia che si possa fare al Paese», sibila. Poi ricorre al sarcasmo. Berlusconi come Napoleone? L'accostamento è giusto, ma Prodi tiene a precisare: «Pensare a Berlusconi come Napoleone è appropriato, se si pensa al patrimonio portato via. Mi tornano alla mente i carri che vanno verso la Francia. Solo che ora - aggiunge Prodi - vanno verso Arcore».

Berlusconi premiato a New York attacca i leader europei "ciechi e sordi" "Usa salvezza del mondo, ma qualcuno in Europa gioca a fare il De Gaulle" "Guerra da usare contro armi atomiche". Poi precisa: "Non parlavo dell'Iran"

MR PRESIDENT TENCHIU'
di Fabio Greggio
Dear President tanchiù for the Democracy
For your amiciz
For chocolate, booghy booghy and another cos molt bell.
Im very orgoglious to be your amich.
Dear President tanchiù for Ubi Ghraib,
For bombardament to Fosfor bianc
For a very esemplar carcery Guantanamo
For Sigonella.
When I was a little Berluscon my father diss:
Guagliò, remember always the american military venut in Italy for the fascism war.
Remember the sacrifich, and he diss this to me in front of a military cimiter of american military qui in Italy. ( but the military cimiteries non son tutt in the Sud of Italy? Father Berlusc port Little Silvio in the Sud for dir sti quattr words?).
Dear President tenchiù for this spotton elettoral,
I m good here in Usa, anc se my situation of fals in bilanch here in Usa sarebb cazz amar because I sarebb ceratment in gattabuy.
Dear President tenchiù for liberation to the fascism.
But is passat tant temp and I be now alleat con another Mussolini and another simpatic personagges che negan esistance of camer a gas in Germany.
I Know, is a bizzar cos, but they are very young man and hann tutt il temp for study the story.
Tenkiù for the possibility di aver tutt la trasmission on Canale5, a Mediset Channel tutt pien of Comunist anc if is my television.
I want democracy: but se parl the altr mi giran the balls.
Anc SkyNews of my amic Mardoc ha trasmess tutt cos: very well thats democracy!
And to Romano nothing, cikka-cikka!
And infin I remember che in the beginning of my carrier I costruit a big palace in Milan with the liquidazion of my father.
I consigl tutt the young of costruir a palace with the liquidazion of their fathers.
If the father are the president of a Bank Rasini inquisit for riciclagg of money, is best.
Tenkiù Mr President for the possibility of the last moment of glory, before the big tonf of 9 april.
Comunist!
Silv Berlusk

BENIGNACCIO:
In una trasmissione tv lei disse che Berlusconi vuole sempre per sé il ruolo del protagonista: nella Chiesa il Papa, a un matrimonio la sposa, a un funerale il defunto. «E il famoso giornalista Enzo Biagi, dopo quell'intervista con me, è stato licenziato dalla Rai. A me non potevano fare niente, perché in quel momento ero troppo popolare, avevo appena vinto l'Oscar. E' dovere del comico attaccare il governo. Ma non è dovere del governo attaccare i comici. E' innaturale. E il comico si cerca l'uscita che gli piace. E' come l'amore. Non si può costringere qualcuno a farsi beffe di una certa persona. O ci si innamora, o non ci si innamora. E io amo Berlusconi. Mi piace. All'estero però viene spesso sopravvalutato. Berlusconi è un pagliaccio, una figura della Commedia dell'Arte, una farsa. Non è Citizen Kane. In Italia basta che io dica: Silvio Berlusconi! e tutti scoppiano a ridere.

03.03.2006
4/3
LIBERIAMO LITALIA DA BERLUSCONI
«Sì, con merda lItalia buia ribolle il lieto club brama soldini reali lunto così dirà mirabilia e balle si dà arie, e brillano luci tombali
Rabbia stilla el milionario duce lì il labaro Mediaset, lincubo RAI. Mentirà: lidillio rosa abbia luce, nella corsa lite, ira, il dubbio mai.
I dati: illusioni, barbarie, macello nulla teme il Dio, liscia bori, bara. Sia una ria imbecillità, bordello! Rido. Sei nel limbo blu, Italia cara!»
Si può essere daccordo o meno con la poesiola, ma bisogna dare atto allautore (tale Gerardo Spanghero) che è un genio: se ci fate caso ogni verso e lanagramma del titolo. Via magnaromagna.it
***
WASHINGTON - Un inizio e una fine discorso in inglese. Un lungo elenco di motivi per ringraziare gli Usa e per spiegare come il suo governo sia e sia stato alleato fedele, impegnando 40mila soldati nella lotta al terrorismo nel mondo. E immancabili, i ricordi personali del premier da bambino , qualche frase del suo repertorio consolidato, dove «Allow me to conclude» sembra la traduzione dell'ormai classico «Mi consenta». Questo e altro nel discorso del presidente del Consiglio Berlusconi al Congresso Usa, alla presenza sia di deputati sia di senatori.
«Mio zio dAmerica mi mandò il mio primo calendario di Playboy. Andavo a scuola dai Salesiani e con i miei compagni ci giocavamo la merenda per poter passare dieci minuti da soli con il mese migliore«, ha detto Berlusconi con un grande sorriso. Ha tuttavia aggiunto «ma eravamo buoni cattolici».
Lapsus o esagerazione voluta? Durante il suo discorso al Congresso Usa, il premier Silvio Berlusconi parla della «leale alleanza» dell'Italia, sempre pronta «a stare accanto agli Stati Uniti nella difesa della libertà». Il premier quadruplica i militari all'estero Berlusconi al Congresso Usa: «40mila i soldati italiani impegnati in missioni di pace». Ma il ministero della Difesa ne conta solo 11.272
«Sono 40 mila i soldati impegnati in compiti esclusivamente di pace». Ma i conti non tornano. I DATI DEL MINISTERO - Il ministero della Difesa aggiorna continuamente la presenza militare italiana all'estero. E i dati ufficiali al 15 febbraio 2006 dicono che i soldati italiani attualmente impegnati in missioni nel mondo sono quattro volte di meno rispetto al numero citato dal premier: 11.272 per l'esattezza, compresi gli uomini operativi nella vigilanza antiterrorismo in Italia, che sono circa 2.500 dal novembre 2001. Il totale generale di quelli dislocati all'estero risulta invece di sole 8.772 unità
Infine la chiusura con un riferimento patriottico-familiari. Berlusconi ha raccontato la storia di un ragazzo, appena uscito dal liceo, che il padre portò a visitare un cimitero che era «il luogo di riposo finale di giovani soldati coraggiosi, che avevano attraversato un oceano per riportare dignità e libertà a un popolo oppresso». Nel guardare le croci dei soldati, il padre fece promettere al figlio che «non avrebbe mai dimenticato» il sacrificio di quei soldati americani e che avrebbe avuto «eterna gratitudine» per il loro paese. «Quel padre era mio padre - ha detto Berlusconi - e quel giovane ero io. Non ho mai dimenticato quel sacrificio e quella promessa e non li dimenticherò mai». 01 marzo 2006
Negli ultimi tempi, dominato dall'incubo della sconfitta, il premier non ha fatto che danneggiarsi da sé. Si è confermato, politicamente parlando, un nano. Anziché cercare per il suo quinquennio una conclusione dignitosa, si è estenuato nel ricorso a una serie ininterrotta di mezzucci. Prima ha brigato per rinviare di una dozzina di giorni lo scioglimento delle Camere, sconvolgendo il calendario già concordato con il capo dello Stato e da lui comunicato ai cittadini il 29 dicembre: obiettivo, allontanare il momento dell'entrata in vigore della par condicio. Poi ha tentato di utilizzare il tempo così guadagnato per un'estrema abbuffata di leggi e leggine, compreso il provvedimento che avrebbe dovuto legalizzare il suo cimitero privato di Arcore. Intanto si affannava a stipulare alleanze con tutti i gruppuscoli fascisti reperibili sul mercato, sfoggiando un cinismo sconosciuto agli altri leader moderati europei. È un finale all'insegna della meschinità, in plateale contrasto con la megalomania del personaggio. La montagna delle promesse liberali ha partorito un topolino sordido: la cura spasmodica degli interessi di bottega, sia giudiziari sia economici. Peccato. Si parte per passare alla storia, ci si accontenta di passare alla cassa. (Claudio Rinaldi LEspresso)

LA COPPA DEL NONNO Di Massimo Gramellini Al centro del mercato elettorale non ci sono più le classi sociali, ma quelle anagrafiche. Dopo la lettera del premier ai bebè, che Prodi aveva neutralizzato proponendo la paghetta di Stato per bambini e adolescenti, ora la macchina acchiappavoti punta sugli anziani. Berlusconi, il presidente pensionato, appallottola il Contratto e sfodera la Carta dOro, una specie di buono sconto mutuato dai supermercati, che dovrebbe consentire a tutti coloro che hanno compiuto i settantanni di andare gratis allo stadio, al cinema e sui treni, e di non pagare il cane né il canone (Rai), evidentemente considerato anchesso un animale di compagnia.
Non sfuggono alcune meraviglie del progetto. La prima è che i «benefits» per la terza età entrerebbero in vigore proprio nellanno in cui Berlusconi diventa settantenne. Ancora una legge ad personam, non fosse che stadi e cinema sono già suoi, e anche i canoni. Restano i cani. E i treni, ma tanto lui non ne ha bisogno: quando non lievita, cammina sulle acque. Unaltra annotazione, per il premier forse la meno rilevante: non si capisce con quale miniera di soldi pubblici o tesoro requisibile alle Coop intenda finanziare il suo bengodi. Senza contare lingiustizia sociale perpetrata ai danni della popolazione attiva: se centomila settantenni decidessero di gustarsi tutti insieme Milan-Inter a sbafo, agli spettatori paganti non resterebbe che invecchiare ai cancelli nellattesa.
L'incubo di Furio Colombo Ora che mi sono candidato dovrò dire perché ho accettato la proposta di impegnarmi personalmente nella campagna elettorale. È il governo di Calderoli, il ministro italiano che, con un solo gesto volgare e irresponsabile, ha provocato 11 morti (complice altrettanto irresponsabile un programma del Tg 1 che ha trasmesso con allegria la vergognosa messa in scena). Le dimissioni del leghista sono un sollievo. Ma siamo ancora costretti a fare da pubblico alle marionette di Berlusconi. Infatti lo spettacolo, benché immensamente dannoso per lItalia, non finisce finché il capo comico e proprietario non uscirà definitivamente di scena. È inquisito per calunnia, rinviato (fra poco) a giudizio per corruzione, assolto per prescrizione sulla base di una sua legge approvata dalla sua maggioranza apposta per lui. Ma lui ha appena dichiarato (venerdì, a Perugia) che non se ne andrà fino a quando non riuscirà a cambiare la magistratura che vuol dire abolirla se gli si lascia il tempo di farlo. Adesso è alleato ufficiale (questo è il suo vero contratto) con tutti gli arnesi del vecchio fascismo. Ed è indicato dalla stampa americana come avanguardia di una nuova tecnica di occupazione del potere, che vuol dire, fondamentalmente, comprare il potere.Ora tocca a noi italiani.
Berlusconi da Vespa: «C'è un pentagonorosso composto da Pci-Pds-Ds, giunte rosse, magistratura rossa, finanza rossa e cooperative rosse. Ebbene su questo sistema le procure hanno insabbiato tutto, mentre nel 1994 noi siamo stati tagliati fuori dalla magistratura rossa di Milano con un golpe giudiziario».«le polemiche assurde con il capo dello Stato sono servite a coprire Unipol». «È una cosa aberrante pensare di mettere in mano a chi ha fallito tutto nella sua professione il nostro destino, di pensare che della gente che ha fatto soltanto politica e dalla parte sbagliata, perché ha scelto l'ideologia comunista (e sappiamo a cosa ha portato) possa prendere in mano il destino mio, delle mie aziende e degli italiani».Notare la sequenza: gli italiani vengono per ultimi.
«L'Italia ha il più basso livello di libertà di stampa nell'Unione Europea», scrive Steve Sherer nel servizio giornalistico Bloomberg del 30 gennaio che si intitola «Berlusconi Media Blitz». «Che politico è, mi chiedo, uno che non sente il dovere democratico di rispondere alle domande dei giornalisti, tranne quelli compiacenti?» dice David Lane, corrispondente da Roma dell'Economist. «Lo speciale accesso di Berlusconi a Tv e radio italiane sarebbe considerato oltraggioso in ogni altro Paese europeo», dice Peter Popham, corrispondente da Roma dell'Independent. «Non mi stupisce questo attacco, dopo quello che Berlusconi dice costantemente della stampa italiana», dice Christian Spillman, corrispondente da Roma della France Press. «Preferisco non dire come definiamo in Germania chi parla così dal mattino alla sera», dice Heinz Joachim Fischer, corrispondente da Roma del Frankfurter Allgemeine Zeitung. Prendiamo atto di non essere soli. (Furio Colombo)

Peter Gomez e Marco Lillo per Lespresso Ci voleva un premier come Silvio Berlusconi per mettere in mano al tedoforo, al posto della fiaccola, una bella pistola fumante. Una Beretta calibro nove, per l'esattezza. È accaduto l'8 febbraio, quando nel decreto per le Olimpiadi, approvato dalla maggioranza a colpi di fiducia, è spuntato un articolo che non riguarda le gare di sci, quelle di bob o la sicurezza dei Giochi, ma la compravendita delle armi da guerra. Due righe in tutto con cui il governo permette ai fabbricanti di mitragliatrici e fucili anche "la riparazione delle armi prodotte" e "le attività commerciali connesse". Nove parole dietro le quali si nasconde l'ennesima legge ad personam, anzi ad armam. Una legge che salva le pistole di un caro amico e sostenitore del leader di Forza Italia, Ugo Gussalli Beretta, patron dell'omonima industria di Gardone Val Trompia, e soprattutto tenta di mettere la sordina a uno scandalo con pochi precedenti: la svendita da parte del Viminale di migliaia di pistole della Polizia che oggi sparano in Iraq non solo in mano alle forze dell'ordine locali, ma anche in quelle degli amici di Al Zarqawi.
Berlusconi ha poi ricordato una puntata di Matrix in cui Massimo D'Alema, commentando le immagini di un confronto televisivo di dieci anni prima, aveva detto che "per lui gli anni erano passati, e si vedeva. E che per me non sembrava passato nemmeno un giorno. Probabilmente - ha detto il premier - e' l' unica cosa sincera che D'Alema e' riuscito a dire negli ultimi dieci anni. Perche' siamo cosi' diversi? Perche' io sono sereno e mi sento a posto con la coscienza, non ho sentimenti ostili nei confronti di nessuno, mentre loro sono sempre tormentati da invidia. In certi casi anche da un odio, che li corrode anche fisicamente. Il consiglio che potrei dare a chi si sente di invecchiare in fretta - ha concluso il cavaliere - e' di curarsi, di approfittare di tutto cio' che la scienza medica ed estetica mette a disposzione, e di essere sereni e felici, perche' e' questo che influisce sulla propria immagine".
COSSIGA, BERLUSCONI PRESENTA PROGRAMMA AL 'BAGAGLINO'? (ANSA) - ''Da Berlino attendo di leggere il programma della Cdl per le prossime politiche che, a quanto apprendo, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dovrebbe presentare alle 17. Ma dove lo presenta? Forse al Bagaglino?''. E' quanto afferma il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga.
Lui è preoccupato, se è vero che nei giorni scorsi ha chiamato il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, per chiedergli consiglio sulla strategia elettorale (sentendosi rispondere: "La Casa delle libertà potrebbe anche vincere: servirebbe un grande attentato internazionale di cui lei rimanesse vittima...").
26.02.2006
26/2
Negli ultimi tempi, dominato dall'incubo della sconfitta, il premier non ha fatto che danneggiarsi da sé. Si è confermato, politicamente parlando, un nano. Anziché cercare per il suo quinquennio una conclusione dignitosa, si è estenuato nel ricorso a una serie ininterrotta di mezzucci. Prima ha brigato per rinviare di una dozzina di giorni lo scioglimento delle Camere, sconvolgendo il calendario già concordato con il capo dello Stato e da lui comunicato ai cittadini il 29 dicembre: obiettivo, allontanare il momento dell'entrata in vigore della par condicio. Poi ha tentato di utilizzare il tempo così guadagnato per un'estrema abbuffata di leggi e leggine, compreso il provvedimento che avrebbe dovuto legalizzare il suo cimitero privato di Arcore. Intanto si affannava a stipulare alleanze con tutti i gruppuscoli fascisti reperibili sul mercato, sfoggiando un cinismo sconosciuto agli altri leader moderati europei. È un finale all'insegna della meschinità, in plateale contrasto con la megalomania del personaggio. La montagna delle promesse liberali ha partorito un topolino sordido: la cura spasmodica degli interessi di bottega, sia giudiziari sia economici. Peccato. Si parte per passare alla storia, ci si accontenta di passare alla cassa. (Claudio Rinaldi LEspresso)

LA COPPA DEL NONNO
Di Massimo Gramellini
Al centro del mercato elettorale non ci sono più le classi sociali, ma quelle anagrafiche. Dopo la lettera del premier ai bebè, che Prodi aveva neutralizzato proponendo la paghetta di Stato per bambini e adolescenti, ora la macchina acchiappavoti punta sugli anziani. Berlusconi, il presidente pensionato, appallottola il Contratto e sfodera la Carta dOro, una specie di buono sconto mutuato dai supermercati, che dovrebbe consentire a tutti coloro che hanno compiuto i settantanni di andare gratis allo stadio, al cinema e sui treni, e di non pagare il cane né il canone (Rai), evidentemente considerato anchesso un animale di compagnia.
Non sfuggono alcune meraviglie del progetto. La prima è che i «benefits» per la terza età entrerebbero in vigore proprio nellanno in cui Berlusconi diventa settantenne. Ancora una legge ad personam, non fosse che stadi e cinema sono già suoi, e anche i canoni. Restano i cani. E i treni, ma tanto lui non ne ha bisogno: quando non lievita, cammina sulle acque. Unaltra annotazione, per il premier forse la meno rilevante: non si capisce con quale miniera di soldi pubblici o tesoro requisibile alle Coop intenda finanziare il suo bengodi. Senza contare lingiustizia sociale perpetrata ai danni della popolazione attiva: se centomila settantenni decidessero di gustarsi tutti insieme Milan-Inter a sbafo, agli spettatori paganti non resterebbe che invecchiare ai cancelli nellattesa.
L'incubo
di Furio Colombo
Ora che mi sono candidato dovrò dire perché ho accettato la proposta di impegnarmi personalmente nella campagna elettorale. È il governo di Calderoli, il ministro italiano che, con un solo gesto volgare e irresponsabile, ha provocato 11 morti (complice altrettanto irresponsabile un programma del Tg 1 che ha trasmesso con allegria la vergognosa messa in scena). Le dimissioni del leghista sono un sollievo. Ma siamo ancora costretti a fare da pubblico alle marionette di Berlusconi. Infatti lo spettacolo, benché immensamente dannoso per lItalia, non finisce finché il capo comico e proprietario non uscirà definitivamente di scena. È inquisito per calunnia, rinviato (fra poco) a giudizio per corruzione, assolto per prescrizione sulla base di una sua legge approvata dalla sua maggioranza apposta per lui. Ma lui ha appena dichiarato (venerdì, a Perugia) che non se ne andrà fino a quando non riuscirà a cambiare la magistratura che vuol dire abolirla se gli si lascia il tempo di farlo. Adesso è alleato ufficiale (questo è il suo vero contratto) con tutti gli arnesi del vecchio fascismo. Ed è indicato dalla stampa americana come avanguardia di una nuova tecnica di occupazione del potere, che vuol dire, fondamentalmente, comprare il potere.Ora tocca a noi italiani.

Berlusconi da Vespa: «C'è un pentagonorosso composto da Pci-Pds-Ds, giunte rosse, magistratura rossa, finanza rossa e cooperative rosse. Ebbene su questo sistema le procure hanno insabbiato tutto, mentre nel 1994 noi siamo stati tagliati fuori dalla magistratura rossa di Milano con un golpe giudiziario».«le polemiche assurde con il capo dello Stato sono servite a coprire Unipol».
«È una cosa aberrante pensare di mettere in mano a chi ha fallito tutto nella sua professione il nostro destino, di pensare che della gente che ha fatto soltanto politica e dalla parte sbagliata, perché ha scelto l'ideologia comunista (e sappiamo a cosa ha portato) possa prendere in mano il destino mio, delle mie aziende e degli italiani».Notare la sequenza: gli italiani vengono per ultimi.
«L'Italia ha il più basso livello di libertà di stampa nell'Unione Europea», scrive Steve Sherer nel servizio giornalistico Bloomberg del 30 gennaio che si intitola «Berlusconi Media Blitz». «Che politico è, mi chiedo, uno che non sente il dovere democratico di rispondere alle domande dei giornalisti, tranne quelli compiacenti?» dice David Lane, corrispondente da Roma dell'Economist. «Lo speciale accesso di Berlusconi a Tv e radio italiane sarebbe considerato oltraggioso in ogni altro Paese europeo», dice Peter Popham, corrispondente da Roma dell'Independent. «Non mi stupisce questo attacco, dopo quello che Berlusconi dice costantemente della stampa italiana», dice Christian Spillman, corrispondente da Roma della France Press. «Preferisco non dire come definiamo in Germania chi parla così dal mattino alla sera», dice Heinz Joachim Fischer, corrispondente da Roma del Frankfurter Allgemeine Zeitung. Prendiamo atto di non essere soli.
(Furio Colombo)

Peter Gomez e Marco Lillo per Lespresso Ci voleva un premier come Silvio Berlusconi per mettere in mano al tedoforo, al posto della fiaccola, una bella pistola fumante. Una Beretta calibro nove, per l'esattezza. È accaduto l'8 febbraio, quando nel decreto per le Olimpiadi, approvato dalla maggioranza a colpi di fiducia, è spuntato un articolo che non riguarda le gare di sci, quelle di bob o la sicurezza dei Giochi, ma la compravendita delle armi da guerra. Due righe in tutto con cui il governo permette ai fabbricanti di mitragliatrici e fucili anche "la riparazione delle armi prodotte" e "le attività commerciali connesse".
Nove parole dietro le quali si nasconde l'ennesima legge ad personam, anzi ad armam. Una legge che salva le pistole di un caro amico e sostenitore del leader di Forza Italia, Ugo Gussalli Beretta, patron dell'omonima industria di Gardone Val Trompia, e soprattutto tenta di mettere la sordina a uno scandalo con pochi precedenti: la svendita da parte del Viminale di migliaia di pistole della Polizia che oggi sparano in Iraq non solo in mano alle forze dell'ordine locali, ma anche in quelle degli amici di Al Zarqawi.
Berlusconi ha poi ricordato una puntata di Matrix in cui Massimo D'Alema, commentando le immagini di un confronto televisivo di dieci anni prima, aveva detto che "per lui gli anni erano passati, e si vedeva. E che per me non sembrava passato nemmeno un giorno. Probabilmente - ha detto il premier - e' l' unica cosa sincera che D'Alema e' riuscito a dire negli ultimi dieci anni. Perche' siamo cosi' diversi? Perche' io sono sereno e mi sento a posto con la coscienza, non ho sentimenti ostili nei confronti di nessuno, mentre loro sono sempre tormentati da invidia. In certi casi anche da un odio, che li corrode anche fisicamente. Il consiglio che potrei dare a chi si sente di invecchiare in fretta - ha concluso il cavaliere - e' di curarsi, di approfittare di tutto cio' che la scienza medica ed estetica mette a disposzione, e di essere sereni e felici, perche' e' questo che influisce sulla propria immagine".

COSSIGA, BERLUSCONI PRESENTA PROGRAMMA AL 'BAGAGLINO'? (ANSA) - ''Da Berlino attendo di leggere il programma della Cdl per le prossime politiche che, a quanto apprendo, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dovrebbe presentare alle 17. Ma dove lo presenta? Forse al Bagaglino?''. E' quanto afferma il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga.
Lui è preoccupato, se è vero che nei giorni scorsi ha chiamato il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, per chiedergli consiglio sulla strategia elettorale (sentendosi rispondere: "La Casa delle libertà potrebbe anche vincere: servirebbe un grande attentato internazionale di cui lei rimanesse vittima...").
25.02.2006
24/2/05
Berlusconi: «Su me il tempo non ha effetto»
Il premier in un'intervista radio: «Sono sereno, ho approfittato di tutte le tecnologie messe a disposizione della scienza medica
Il premier Silvio Berlusconi con il suo chansonnier di fiducia, Mariano Apicella (Ansa)
ROMA - «Il tempo e l'età non hanno effetto su di me perché ho approfittato di tutte le tecnologie messe a disposizione della scienza medica».
«Una volta volevo mollare tutto. Poi ho fatto una canzone con Apicella»
SILVIO VA IN AMERICA, POI SI TORNA IN ITALIA Andrea Marcenaro per Il Foglio Citizen Berlusconi, il magnifico libro di Alexander Stille che stiamo divorando, si è meritato una lusinghiera citazione anche nel fascione rosso dellUnità: Ma Berlusconi ha fatto molto di più: da solo ha quasi fatto deragliare loperazione Mani pulite. E in onore a Stille, che vive in America, spendiamo dunque due parole sul famoso viaggio. Ormai ci siamo. Martedì breakfast con George alla Casa Bianca. Mercoledì al Congresso, un onore riservato a pochi. Discorso davanti alla crema della democrazia americana, applausi, complimenti, telegiornali, pacche sulle spalle. Effettivamente, un megaspot. Mercoledì sera, nella grandiosità di New York, un trionfo che Prodi schiatterà. Gran festa sulla portaerei Intrepid, galà donore, conferimento dellIntrepid Freedom Award 2006, conferimento della Medaglia della libertà nel corso di una cena sontuosa con più di mille invitati, strette di mano e confidenze con gli uomini più potenti del mondo, alleanze che si rinsaldano, amicizie che si fortificano, valori condivisi, flash dei fotografi, prime pagine dei giornali, clamoroso successo. Poi si torna in Italia, si vota e cinculano.
sul palcoscenico del Bagaglino,
dovè in scena la commedia «Primedonne alle primarie». Arrivo a sorpresa - «sono stato avvertito cinque minuti prima», racconta Pier Francesco Pingitore - e comizio finale: «Ho fatto un sacco di riforme e...». In mezzo, la barzelletta che ha fatto ridere molto anche lattore Martufello, che ancora se la ricorda: «La storiella comincia con Palazzo Grazioli che va in fiamme e con lui che salta dalla finestra... tutti pensano che si sfracelli e invece no, perché finisce sullasta di una bandiera... allora tutti temono che resti infilzato e invece no, perché da lì rimbalza ancora... e a questo punto Berlusconi dice che, per ucciderlo, non hanno che una possibilità: abbatterlo... Divertente, no?».
Tra ieri e mercoledì scorso il premier ha fatto il punto con i suoi. Ha cercato di capire quel che stava accadendo ai piani alti della finanza italiana. E la sua preoccupazione era appunto concentrata sulle toghe. «Ma vi pare possibile che sia una procura a decidere il futuro di un´impresa? Il bello è che lo stanno facendo sulla base di due o tre leggi che abbiamo approvato noi e che non siamo riusciti a valutare nel loro intreccio. Norme che dovremmo modificare al più presto». Ma soprattutto: «In futuro possono bloccare anche me».

Robin per Europa - Non lavessero già avuta in duemila prima di lui, è grande lidea di Berlusconi di far lavorare gli over 70 nelle scuole e nei musei. Soprattutto nei musei. Lui per esempio, tra fissità politica e cerone televisivo, sembra già pronto per un famoso museo di Roma, lo chiamano delle cere. La cosa più spassosa è che sta in piazza Santi Apostoli.
Quando
i nostri figli e nipoti, tra molti anni, ci chiederanno che cosa successe in questi anni e come mai in Italia Silvio Berlusconi dominò la scena tra innamoramenti e rancori, si potranno consigliare centinaia di libri, canzoni, barzellette, atti giudiziari, ma finora pochissimi film. Strano, no? Otto mesi fa, quando con Beppe Cremagnani e Ruben H. Oliva, abbiamo cominciato a pensare al progetto, ci sembrò che alcune ragioni fossero evidenti: il tema era molto, molto scomodo e né la televisione, né i grandi produttori, né la grande distribuzione aveva voglia di scottarsi le mani. In queste situazioni, uno può lamentarsi del mercato cinico e baro o vestirsi da martire.
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E' un Michael Moore all'amatriciana? Che effetto farà vederlo dopo il 10 aprile? Beh, non resta che vederlo. Con una certezza per lo spettatore: la storia è talmente enorme che era difficile farla diventare noiosa. E questo, alla fine, è l'unica cosa di cui mi sento di farmi garante: vale il biglietto, non vi annoierete. E inviterete a vederlo il vostro vicino di casa. |

Io non ho nessun odio per Berlusconi. Del resto anche lui si trucca e anche lui porta i tacchi...
Vladimir Luxuria, candidata alle prossime elezioni con il Prc
 
«Su Antonveneta intervento indebito»
Lo ha detto il premier Berlusconi partecipando alla presentazione del libro di Castelli. Coop: «Spero di andare presto in tribunale»
«Depositeremo un programma in cui alla fine, come dice la legge, c'è un unico capo della coalizione nella persona dell'attuale presidente del consiglio On. Dott. Silvio Berlusconi. Quindi non capisco cosa voglia Prodi, è veramente patetico» ha detto, riferendosi alla proposta del leader dell'Unione che vorrebbe confrontarsi con le tre punte della Cdl e avere come arbitro Emilio Fede.
BERLUSCONI, GERONZI PERSONA PROBA (Asca) - ''Conosco Geronzi, so che e' una persona capace ed esperta, proba. Mi e' difficile pensare che possa essere incorso in comportamenti non corretti''.
BERLUSCONI, VOGLIO ANDARE IN TRIBUNALE PER SCONCIO COOP (Ansa) - ''Aspetto con impazienza di poter andare in una aula di tribunale per denunciare lo sconcio dell'intreccio tra sinistra e cooperative. Spero di poter fare presto l'avvocato accusatore''.
(Asca) - Berlusconi spiega che nella vicenda che ha visto protagoniste la Banca popolare italiana e Antonveneta ''qualcuno avra' fatto pure qualcosa di illegale ma l'offerta - sottolinea - era assolutamente regolare''. C'e' stato quindi, accusa il premier, ''un intervento indebito nei fatti dell'economia che ha fatto finire la nostra banca in mani straniere'' (la Abn Amro - ndr).
«Le accuse riguardanti l'inchiesta Mediaset sono assolutamente infondate - ha detto Berlusconi -: il loro interesse è solo quello di avere qualcosa da mettere sui giornali durante la campagna elettorale anche se poi non verrà riscontrato nulla. Del resto lo hanno fatto sempre in passato». «Le carte - aggiunge il presidente del Consiglio - ci dicono chiaramente che l'avvocato di cui si parla (David Mills, ndr) è stato pagato con soldi provenienti da un conto che non può in nessuna maniera risalire a me e che non ha nulla a che fare con me».

IL SENSO DELLA VITA
La puntata, che mostra un inedito Benigni privato alle prese con la intervista di Bonolis, si è cimentato, sfidato dal conduttore, nell'improvvisazione di un'ottavina dedicata ai due leader politici, cui ha dedicato una strofa ciascuno «per par condicio»:
«Son Silvio Berlusconi, io sono la stella/
Votatemi e un miracol vi aspetta/
Io vi porto ogni cosa questa e quella/
Ville, soldi e chi più ne ha più ne metta/
Prodi vi porta un po' di mortadella/
E ve la porta con la bicicletta/
Votatemi che io son Gesù Bambino/
Votate e vi trasformo l'acqua in vino».
Poi l'ottava dedicata a Prodi:
«di perdere ormai è il tuo destino/
Son Prodi o Silvio e scusami se insisto/
Siamo tutti senza il becco di un quattrino/
Hai ridotto l'Italia un fritto misto/
So che vuoi trasformare l'acqua in vino/
E che ti paragoni a Gesù Cristo/
Ma il tuo governo sperpera e scialacqua/
Mi sa che tu trasformi il vino in acqua...»

*
Ilona Staller, in arte Cicciolina. Intervistata dal News Settimanale, Cicciolina fa anche una rivelazione su un inedito viaggio con l'allora imprenditore Silvio Berlusconi. «Sono stata con lui su un'isola greca - ricorda - in una bellissima giornata di sole siamo partiti da Milano col suo aereo privato. C'erano anche altri amici. Lui era un imprenditore, ancora non aveva le televisioni. Credo che non conoscesse Veronica. Bello e affascinante, allegro e divertente, aveva molti capelli. Io ero da poco arrivata in questo Paese e non parlavo bene l'italiano. Dopo quei giorni non l'ho più rivisto. Era il 1974».
22 febbraio 2006

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